Questo testo è adattato dal libro di Derek Prince, Il destino di Israele e della Chiesa, Word Publishing (UK), 1992. I testi biblici sono tratti dalla versione CEI 2008.
Chi è Israele?
L'identità di Israele è stata fonte di profonda confusione all'interno della Chiesa per molti secoli.
L'origine di tale confusione risale ai primi Padri della Chiesa, i quali svilupparono una dottrina secondo cui la Chiesa avrebbe sostituito Israele nel piano di Dio, diventando così il «Nuovo Israele». Questo insegnamento fu promulgato intorno al 150 d.C. da Giustino Martire e in seguito ripreso e ampliato da figure di primo piano come Ireneo, Origene e Agostino. L'Antico Testamento tendeva allora a essere interpretato sempre più in chiave allegorica, senza più tener conto del senso letterale di molti testi.
A partire dall'inizio del quinto secolo, la parola Israele fu regolarmente usata come sinonimo di Chiesa da coloro che insegnavano, commentavano o persino traducevano la Bibbia. Ne conseguì che alcune parole o promesse rivolte per nome specificamente a Israele furono applicate alla Chiesa.
Le verità essenziali sono spesso semplici: Israele è Israele e la Chiesa è la Chiesa.
Per ritrovare la verità sull'identità di Israele, è necessario tornare ai testi del Nuovo Testamento e vedere come gli apostoli usarono il termine Israele.
Il termine Israele o Israelita ricorre circa 77 volte nel Nuovo Testamento. Eppure, un esame attento di questi passi rivela che gli apostoli non usarono mai la parola Israele come sinonimo di Chiesa.
Del resto, l'espressione «Nuovo Israele» non compare da nessuna parte nel Nuovo Testamento.
Israele è invece spesso presentato come una «figura» della Chiesa. Parlando dell'esperienza vissuta da Israele durante l'Esodo, Paolo dice:
«Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro…» (1 Cor 10, 11)
Purtroppo i cristiani hanno spesso adottato un principio interpretativo raramente formulato apertamente: «Tutte le benedizioni si applicano alla Chiesa e tutte le maledizioni a Israele». Alla base di questo principio vi è l'assioma — non del tutto infondato — che Israele ha avuto la sua occasione ma è rimasto infedele a Dio. E dunque, proseguendo il ragionamento, Dio avrebbe cambiato idea e trasferito alla Chiesa le sue promesse, un tempo riservate a Israele. Una tale conclusione, tuttavia, mette chiaramente in questione la fedeltà di Dio.
Paolo esprime la sua reazione a tale suggerimento in Rm 3, 1-4. Nell'analisi delle conseguenze dell'infedeltà di Israele, egli dice:
«Quale vantaggio ha dunque il Giudeo, o quale utilità ha la circoncisione? Grande, sotto ogni aspetto. Anzitutto, ai Giudei furono affidate le parole di Dio. E se alcuni di loro sono stati infedeli, la loro infedeltà annullerà forse la fedeltà di Dio? Non sia mai! Dio rimane verace e ogni uomo è mentitore.»
Chi è un Giudeo?
La parola Giudeo (o Ebreo, nel senso etnico) ricorre quasi 200 volte nel Nuovo Testamento. E solo in un unico passo essa è chiaramente usata in un senso diverso dalla sua accezione ordinaria: si tratta di Romani 2, 28-29.
Questi versetti sono gli ultimi del capitolo in cui Paolo spiega — riferendosi specificamente al popolo ebraico — che la conoscenza della volontà di Dio attraverso la Legge non giustifica nessuno. Nessuno è giusto per il semplice fatto di sapere cos'è giusto. Al contrario, dice Paolo, la conoscenza non fa che aumentare la responsabilità degli uomini. Ed egli applica questo ai Giudei del suo tempo.
Dopo aver osservato che i Giudei della sua epoca avevano spesso mancato di seguire la volontà di Dio, Paolo conclude il capitolo con queste parole:
«Non è Giudeo chi lo è all'esterno, e non è circoncisione quella esterna nella carne; ma è Giudeo chi lo è interiormente, e la vera circoncisione è quella del cuore, secondo lo spirito e non secondo la lettera della legge: a lui verrà la lode non dagli uomini, ma da Dio.» (Rm 2, 28-29)
Quando Paolo dice «a lui verrà la lode da Dio», sta giocando sull'etimologia ebraica del nome Giuda, che significa «lode» o «rendimento di grazie». Paolo vuol dire che se sei un vero Giudeo, la tua lode deve venire da Dio e non dagli uomini. In un certo senso, Paolo restringe qui l'accezione della parola Giudeo. Vuol dire che non basta essere Giudeo esteriormente. Un vero Giudeo (o una vera Giudea) deve avere le disposizioni del cuore che gli valgono la lode di Dio.
Paolo non estende qui l'uso della parola Giudeo, né vuole dire che i cristiani siano in qualche modo spiritualmente Giudei. Al contrario, ne restringe l'accezione.
Oltre a Rm 2, vi sono due passi — Ap 2, 9 e 3, 9 — dove il Signore parla di coloro «che si dicono Giudei e non lo sono». Questi passi possono essere interpretati in vari modi. Potrebbero riferirsi al tipo di persone di cui Paolo parla in Rm 2: persone che hanno l'apparenza esteriore dell'identità ebraica, ma che mancano delle disposizioni spirituali interiori.
Supponendo tuttavia che si vogliano prendere questi due passi dell'Apocalisse, insieme con quello della lettera ai Romani, come esempi di un uso particolare della parola Giudeo che coprirebbe soltanto coloro che soddisfano determinati criteri spirituali, resterebbe il fatto che, tra le quasi 200 citazioni del Nuovo Testamento, questo senso restrittivo e particolare ricorre solo tre volte. Chiunque volesse argomentare in questo senso dovrebbe trovare una ragione oggettiva e solida che emerga chiaramente dal contesto. Ed è evidente che tale uso restrittivo non può essere generalizzato all'impiego normale della parola Giudeo.
«Non tutti sono Israele»
Tra le 77 occorrenze del termine Israele nel Nuovo Testamento, solo due passi usano Israele in senso restrittivo. Come per il termine Giudeo, quest'uso particolare non estende l'accezione della parola, ma ne restringe al contrario l'applicazione.
La prima volta che si incontra questo senso restrittivo è in Romani 9, 6-9, dove Paolo spiega che, anche se Israele in molte occasioni non ha ascoltato o non ha seguito la parola di Dio, ciò non implica che la parola di Dio sia venuta meno:
«Non è possibile, però, che sia venuta meno la parola di Dio. Infatti non tutti i discendenti di Israele sono Israele, né per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli; ma è detto: Da Isacco avrà origine la tua discendenza. Questo significa che non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come discendenza. È detto infatti: Verso quest'epoca verrò e Sara avrà un figlio.»
Paolo spiega qui che appartenere alla discendenza di Israele — cioè di Giacobbe — non è sufficiente. Per avere diritto alla benedizione promessa da Dio, occorre anche dare prova di quella fede che animò Abramo, Isacco e Giacobbe: altrimenti un uomo o una donna non può essere pienamente degno di portare il nome di Israele.
Paolo non estende l'uso del nome Israele ad altri credenti di altri popoli. Al contrario, ne restringe l'uso per includere soltanto i discendenti di Israele che condividono la fede nel Messia. È quindi errato suggerire che in questo passo Paolo intenda parlare di tutti i credenti come di Israele.
In altri punti dello stesso capitolo, Paolo usa Israele nel suo senso ordinario per designare i discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe. Ai versetti 3-5, per esempio, egli dice:
«Io stesso potrei desiderare di essere separato da Cristo per il bene dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l'adozione, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra tutto, Dio benedetto nei secoli. Amen.»
Qui Paolo chiama Israeliti coloro che, di fatto, hanno rifiutato il Messia. Ma li chiama i suoi fratelli di sangue. «Vorrei essere io stesso anàtema», dice. In altri termini, Paolo vorrebbe poter prendere il loro posto nella loro incredulità e nel loro essere respinti da Dio. È evidente che qui, parlando di Israele e degli Israeliti, egli designa tutti i Giudei — credenti o no — discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe. Questo è l'uso corrente in tutto il Nuovo Testamento.
«L'Israele di Dio»
L'altro passo in cui Paolo usa Israele in senso restrittivo è nella lettera ai Galati 6, 15-16:
«Né la circoncisione è qualcosa, né l'incirconcisione, ma l'essere una nuova creatura. E su tutti coloro che cammineranno secondo questa norma, pace e misericordia, come sull'Israele di Dio.»
Paolo parla qui di due categorie di persone. Da un lato vi sono coloro che, senza avere il segno della circoncisione né l'appartenenza al giudaismo, hanno fatto l'esperienza della nuova nascita e camminano nella nuova creazione. Dall'altro vi sono gli Israeliti di discendenza naturale che hanno conservato la fede dei loro antenati e, in quella fede, hanno accolto Gesù come il Messia, entrando così nella Nuova Alleanza. Questi ultimi, Paolo li designa con l'appellativo «l'Israele di Dio». Ciò che conta davvero, ci dice Paolo, non è in alcun rito religioso, ma nell'atto creatore di Dio che si imprime nei cuori mediante la Nuova Alleanza.
Può essere interessante notare le differenze nella traduzione (in inglese) di Gal 6, 16:
«Pace e misericordia su tutti quanti camminano secondo questa norma, sull'Israele di Dio.» (RSV)
«Pace e misericordia su tutti coloro che seguono questa norma, cioè l'Israele di Dio.» (NIV)
Nella RSV, il «e» viene omesso, così che «tutti coloro che camminano secondo la norma» vengono identificati con «l'Israele di Dio». Nella NIV, «cioè» sostituisce «e», in modo tale che «tutti coloro che seguono la norma» siano «l'Israele di Dio», siano essi giudei o non giudei.
Questa omissione o sostituzione non è fondata su ragioni linguistiche, ma teologiche. La parola greca è kai, che si traduce quasi sempre con «e». Cosa ha potuto spingere i traduttori della RSV a ometterla e quelli della NIV a sostituirla con «cioè»? Evidentemente l'antica tradizione secondo cui tutti i veri credenti sarebbero «l'Israele di Dio». Questa corrente di pensiero ha influenzato i cristiani al punto da indurli a mutare il senso diretto di un testo per metterlo in accordo con la propria teologia. Questo esempio è emblematico della forza con cui la teoria dell'«Israele spirituale» ha permeato il pensiero della Chiesa.
In una traduzione corretta, il versetto distingue chiaramente tra «coloro che camminano secondo la norma» — tutti i cristiani — E «l'Israele di Dio» — coloro di Israele che sono giunti alla fede nel Messia, e che rappresentano il compimento del proposito originario di Dio nel portare Israele all'esistenza.
Occorre tuttavia sottolineare con forza che questa accezione particolare non è affatto l'uso più comune della parola Israele nel Nuovo Testamento. L'elenco che segue mostra chiaramente che i termini Israele e Israelita si riferiscono sempre ai discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, e non sono mai usati come sinonimi di Chiesa nel Nuovo Testamento.
Uso dei termini Israele e Israelita nel Nuovo Testamento
| Mt 2, 6 | «E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l'ultima delle città principali di Giuda: da te uscirà infatti un capo che sarà il pastore del mio popolo Israele.» | |
| Mt 2, 20 | «Alzati, prendi il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino.» | |
| Mt 2, 21 | Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nel paese d'Israele. | |
| Mt 8, 10 | All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, non ho trovato nessuno in Israele con una fede così grande.» | |
| Mt 9, 33 | Scacciato il demonio, il muto cominciò a parlare e la folla era piena di stupore e diceva: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!» | |
| Mt 10, 6 | «Andate piuttosto verso le pecore perdute della casa d'Israele.» | |
| Mt 10, 23 | «In verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d'Israele, che verrà il Figlio dell'uomo.» | |
| Mt 15, 24 | «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele.» | |
| Mt 15, 31 | E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d'Israele. | |
| Mt 19, 28 | «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele.» | |
| Mt 27, 9 | Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: E presero trenta monete d'argento, il prezzo di colui che è stato messo a prezzo, il prezzo fissato dai figli d'Israele. | |
| Mt 27, 42 | «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d'Israele: scenda ora dalla croce e gli crederemo.» | |
| Mc 12, 29 | Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore.» | |
| Mc 15, 32 | Il Cristo, il re d'Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo. | |
| Lc 1, 16 | Egli convertirà molti figli d'Israele al Signore loro Dio. | |
| Lc 1, 54 | Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia. | |
| Lc 1, 68 | «Benedetto il Signore, il Dio d'Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo.» | |
| Lc 1, 80 | Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele. | |
| Lc 2, 25 | Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava la consolazione d'Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. | |
| Lc 2, 32 | Luce per rivelarsi alle genti e gloria del tuo popolo Israele. | |
| Lc 2, 34 | «Ecco, egli è posto per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione.» | |
| Lc 4, 25 | «In verità io vi dico: c'erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese.» | |
| Lc 4, 27 | «C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro.» | |
| Lc 7, 9 | All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e, voltandosi, disse alla folla che lo seguiva: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!» | |
| Lc 22, 30 | «Perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno e siediate in trono a giudicare le dodici tribù d'Israele.» | |
| Lc 24, 21 | «Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele.» | |
| Gv 1, 31 | «Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele.» | |
| Gv 1, 47 | Gesù intanto, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità.» | |
| Gv 1, 49 | Gli rispose Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!» | |
| Gv 3, 10 | Gli rispose Gesù: «Tu sei il maestro d'Israele e non sai queste cose?» | |
| Gv 12, 13 | Presero rami di palme e uscirono incontro a lui gridando: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!» | |
| At 1, 6 | Quelli dunque, che erano con lui, gli domandavano: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno per Israele?» | |
| At 2, 22 | «Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso compì tra voi per opera sua, come voi ben sapete…» | |
| At 2, 36 | «Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!» | |
| At 3, 12 | Pietro, vedendo questo, si rivolse al popolo: «Uomini d'Israele, perché vi meravigliate di questo? Perché ci fissate come se per nostra potenza o pietà avessimo fatto camminare quest'uomo?» | |
| At 4, 10 | «Sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d'Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.» | |
| At 4, 27 | «Davvero in questa città si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con le genti e i popoli d'Israele contro il tuo santo servo Gesù, che hai consacrato.» | |
| At 5, 21 | Essi ubbidirono e, all'alba, entrarono nel tempio e si misero a insegnare. Arrivò il sommo sacerdote con quelli che era con lui, convocò il sinedrio e tutti gli anziani dei figli d'Israele e mandarono a prelevare gli apostoli dal carcere. | |
| At 5, 31 | «Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele la conversione e il perdono dei peccati.» | |
| At 5, 35 | «Israeliti, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini.» | |
| At 7, 23 | Quando ebbe compiuto i quarant'anni, gli venne il desiderio di visitare i suoi fratelli, i figli d'Israele. | |
| At 7, 37 | È questo Mosè che disse ai figli d'Israele: «Dio vi farà sorgere un profeta come me di mezzo ai vostri fratelli.» | |
| At 7, 42 | Ma Dio si allontanò da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo, come è scritto nel libro dei profeti: Casa d'Israele, mi avete forse offerto vittime e sacrifici per quarant'anni nel deserto? | |
| At 9, 15 | Ma il Signore gli disse: «Va', perché egli è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli d'Israele.» | |
| At 10, 36 | Questa è la parola che egli ha inviato ai figli d'Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. | |
| At 13, 16 | Paolo allora si alzò, fece cenno con la mano e disse: «Uomini d'Israele e voi che temete Dio, ascoltate.» | |
| At 13, 17 | «Il Dio di questo popolo d'Israele scelse i nostri padri ed esaltò questo popolo durante il soggiorno nel paese d'Egitto.» | |
| At 13, 23 | «Dalla discendenza di lui, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù.» | |
| At 13, 24 | «Prima della sua venuta, Giovanni aveva predicato un battesimo di conversione a tutto il popolo d'Israele.» | |
| At 21, 28 | «Israeliti, aiuto! Quest'uomo va dappertutto insegnando a tutti contro il popolo, contro la Legge e contro questo luogo; ora ha introdotto dei Greci nel tempio e ha profanato questo luogo santo.» | |
| At 28, 20 | «Per questo motivo vi ho chiamati per vedervi e parlarvi, poiché è a causa della speranza d'Israele che porto questa catena.» | |
| Rm 9, 4 | …essi sono Israeliti e hanno l'adozione, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse… | |
| Rm 9, 6 | Non è possibile, però, che sia venuta meno la parola di Dio. Infatti non tutti i discendenti di Israele sono Israele. | |
| Rm 9, 27 | Isaia poi esclama riguardo ad Israele: Anche se il numero dei figli d'Israele fosse come la sabbia del mare, solo il resto sarà salvato. | |
| Rm 9, 31 | Israele invece, pur cercando una legge che gli desse la giustizia, non è giunto a questa legge. | |
| Rm 10, 19 | Ma io dico: Israele non lo ha capito? Per primo Mosè dice: Io vi renderò gelosi di chi non è un popolo, contro una nazione senza intelligenza vi farò andare in collera. | |
| Rm 10, 21 | E riguardo a Israele dice: Tutto il giorno ho teso le mani verso un popolo disobbediente e ribelle. | |
| Rm 11, 1 | Io dico dunque: Dio ha forse respinto il suo popolo? Impossibile! Anch'io sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. | |
| Rm 11, 2 | Dio non ha respinto il suo popolo, che ha scelto fin da principio. O non sapete cosa dice la Scrittura nel passo in cui Elia presenta a Dio la sua accusa contro Israele? | |
| Rm 11, 7 | Che dire dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava; lo hanno ottenuto invece gli eletti, mentre gli altri sono stati indurati. | |
| Rm 11, 11 | Ora io dico: forse hanno inciampato per cadere per sempre? Impossibile! Ma a causa della loro caduta, la salvezza è giunta alle genti, per suscitare la loro gelosia. | |
| Rm 11, 25 | Non voglio che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non vi consideriate sapienti da voi stessi: l'indurimento di una parte d'Israele è temporaneo, finché non sia entrata la totalità delle genti. | |
| Rm 11, 26 | E così tutto Israele sarà salvato, come sta scritto: Da Sion uscirà il liberatore, egli allontanerà le empietà da Giacobbe. | |
| 1 Cor 10, 18 | Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime non sono forse in comunione con l'altare? | |
| 2 Cor 3, 7 | Ora, se il ministero della morte, inciso in lettere su pietre, fu avvolto di gloria al punto che i figli d'Israele non potevano fissare il volto di Mosè a causa della sua gloria — gloria che era transitoria —. | |
| 2 Cor 3, 13 | Non come Mosè, che si metteva un velo sul volto, perché i figli d'Israele non vedessero la fine di ciò che era transitorio. | |
| 2 Cor 11, 22 | Sono Ebrei? Anch'io. Sono Israeliti? Anch'io. Sono discendenza di Abramo? Anch'io. | |
| Gal 6, 16 | E su tutti coloro che cammineranno secondo questa norma, pace e misericordia, come sull'Israele di Dio. | |
| Ef 2, 12 | …eravate in quel tempo senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. | |
| Fil 3, 5 | …circonciso l'ottavo giorno, della stirpe d'Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo figlio di Ebrei; quanto alla Legge, fariseo. | |
| Eb 8, 8 | Ma egli rimprovera il suo popolo dicendo: Ecco, verranno giorni — dice il Signore — in cui concluderò con la casa d'Israele e con la casa di Giuda una nuova alleanza. | |
| Eb 8, 10 | Questa sarà l'alleanza che stabilirò con la casa d'Israele dopo quei giorni, dice il Signore: porrò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nei loro cuori; sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. | |
| Eb 11, 22 | Per fede Giuseppe, in punto di morte, parlò dell'esodo dei figli d'Israele e diede disposizioni riguardo alle sue ossa. | |
| Ap 2, 14 | Ma ho alcune cose contro di te: hai là persone che si attengono alla dottrina di Balaam, il quale insegnava a Balak come scandalizzare i figli d'Israele, per indurli a mangiare carni immolate agli idoli e a commettere immoralità. | |
| Ap 7, 4 | E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, da ogni tribù dei figli d'Israele. | |
| Ap 21, 12 | Era cinta da grandi e alte mura con dodici porte, sopra le porte dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d'Israele. |



