Vi adoperate per fare proseliti

Vi adoperate per fare proseliti o per evangelizzare gli ebrei allo scopo di farli diventare cristiani?

Questa è una domanda impegnativa che merita una risposta prudente. Da una parte, come cattolici, desideriamo rimanere fedeli alla missione evangelizzatrice della Chiesa.  Dall'altra parte, desideriamo anche essere attenti alla difficile storia delle relazioni giudaico-cristiane, e rispettare e apprezzare la fede ebraica.

La risposta seguente non è una presa di posizione di "Cattolici per Israele" sull'evangelizzazione degli ebrei, ma piuttosto una posizione ufficiale della Chiesa Cattolica sulla base degli autorevoli documenti del suo magistero. Rispondiamo in sette punti:

    1. Come cattolici noi crediamo che Gesù di Nazareth è il Messia che Dio ha promesso a Israele e al popolo ebraico attraverso Mosè e i profeti (vedi Profezie Messianiche*, Il Messia nel Tanakh e Chi Dire Che Io Sia?*):
    • La stessa missione di Cristo era rivolta esclusivamente agli ebrei. Egli ha detto "Io sono stato mandato alle pecore perdute della casa di Israele." (Mt 15,24)
    • L'annuncio della Chiesa primitiva era anch'esso rivolto esclusivamente agli ebrei. (cfr. Atti 2-4; 7)
    • L'apostolo Paolo ha scritto: "Io non mi vergogno del Vangelo, potenza di Dio per la salvezza di chi crede, del giudeo prima e del greco." (Rm 1,16)
  1. Anche se la Torah è data da Dio ed è buona, il Nuovo Testamento e la Chiesa insegnano che l'osservanza della Torah non è sufficiente per la salvezza. E' vero che quelli che, non per loro colpa, non conoscono Cristo e la sua Chiesa ma cercano Dio con cuore sincero e cercano di fare la sua volontà dando il meglio di se stessi possono salvarsi; tuttavia, la pienezza degli strumenti di salvezza si può trovare solo in Gesù il Messia e nella Chiesa da Lui fondata (CCC 846-47):
    • "In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati" (Atti 4,12)
    • "L'uomo non è giustificato dalle opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Gesù Cristo...poiché dalle opere della legge non verrà mai giustificato nessuno." (Gal 2,16)
    • "Non annullo dunque la grazia di Dio; infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano." (Gal 2,21)
    • "Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre." (1 Gv 2,23)
    • "La Chiesa, ora un pellegrino sulla terra, è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo corpo, che è la Chiesa, è il Mediatore e la Via della salvezza; ora egli, affermando espressamente la necessità della fede e del Battesimo, ha confermato, allo stesso tempo, la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano mediante il Battesimo come per una porta." (CCC 846)
    • "Gesù afferma che ‘ci sarà un solo gregge con un solo pastore.’ La Chiesa e il giudaismo non possono essere considerati come come due vie parallele di salvezza e la Chiesa deve testimoniare Cristo come Redentore universale." (Notes on the Correct Way to Present the Jews and Judaism in Preaching and Catechesis in the Roman Catholic Church I. 7, Commissione Vaticana per le Relazioni Religiose con gli Ebrei, 1985 - testo non disponibile in italiano)
  2. La Chiesa insegna, quindi, che i cattolici sono tenuti a testimoniare l'offerta da parte del Messia di perdono e salvezza per ogni persona - ebrei e gentili (CCC 849-56). Meno di questo sarebbe in ogni caso un tradimento alla volontà di nostro Signore e alla nostra fede. Dire che alcune persone non hanno bisogno della salvezza portata da Gesù è semplicemente contrario alla fede cattolica e cristiana.
  3. D'altra parte, siamo ben coscienti della tormentata storia delle relazioni giudaico-cristiane. Riconosciamo che le iniziative missionarie cristiane nei confronti degli ebrei furono spesso gestite con metodi inaccettabili, irrispettosi, coercitivi e alle volte persino violenti. Peggio ancora, non pochi tra coloro che si dissero cristiani hanno perseguitato gli ebrei in modo abominevole nel corso della storia. Oggi la Chiesa non solo condanna tali atti di violenza contro gli ebrei e chiede umilmente perdono per i peccati dei suoi figli e delle sue figlie, ma rifiuta anche ogni tentativo di proselitismo che non sia rispettoso della coscienza e della dignità di ogni persona.
  4. La Chiesa insegna anche che "la permananenza di Israele (mentre molti popoli antichi sono scomparsi senza lasciare alcuna traccia) è un fatto storico e un segno che si deve interpretare come parte del disegno di Dio...Esso rimane il popolo eletto, 'l'ulivo puro su cui sono innestati i rami dell'ulivo selvatico che sono i gentili'" (Nota 25). Quindi, sarebbe sbagliato desiderare la conversione degli ebrei al cristianesimo e la loro integrazione nella Chiesa se questo risultasse nella perdita della loro identità ebraica. La sopravvivenza degli ebrei come popolo è un autentico segno e testimonianza della fedeltà di Dio. Se Gesù il Messia li chiama a Sé, e questo nell'unica Chiesa cattolica che Lui stesso ha istituito, allora noi dovremmo invitare e accogliere il popolo ebraico nella Chiesa e allo stesso tempo dovremmo incoraggiarli a conservare e custodire la loro identità ebraica, la loro eredità, tradizioni, e osservanza della Torah.
  5. Alla luce di questi punti, non ci adoperiamo attivamente per fare dei proseliti e neppure cerchiamo di "convertire gli ebrei al cristianesimo." Siamo fedeli alla missione della Chiesa di evangelizzare estendendo il suo invito a tutti i popoli, ebrei e gentili, per giungere alla comunione vivente con Yeshua il Messia e per ricevere la sua offerta di perdono, di salvezza e di vita eterna. Questo invito è esteso attraverso la pubblicazione di materiale sul nostro sito web che presenta le motivazioni secondo le quali è possibile trovare la vita in abbondanza in Yeshua e nella Sua Chiesa. Ma non organizziamo nessuna attività o campagna missionaria.
  6. In sintesi: SÌ crediamo come tutti i cristiani che Gesù di Nazareth è il Messia promesso di Israele e SÌ che Egli chiama amorevolmente il suo popolo, il popolo ebraico, a Sé; ma NO, non ci adoperiamo attivamente al proselitismo allo scopo di "convertire gli ebrei al cristianesimo;" e tendiamo a guardare con favore quegli ebrei battezzati che desiderano continare a vivere secondo uno stile di vita ebraico osservante della Torah, in imitazione dei primi cristiani che erano tutti ebrei e che non consideravano la fede in Gesù come una rottura con la loro tradizione ebraica.