Ebrei Cattolici e Legge Ebraica

Parte I: Gesù e i Suoi Discepoli Osservavano la Legge

Jesus teaching in the synagogueL'ebreo battezzato è obbligato ad osservare i comandamenti della legge ebraica? Chiedete ad un sacerdote e lui probabilmente vi dirà: “No, certo che no.” Ma, “al principio”, non era così. Al principio, i discepoli di Gesù erano “gelosamente attaccati alla Legge”. Questo è quello che San Giacomo ci dice in Atti 21. Vediamo di approfondire questa questione.

Prima di tutto, Gesù osservava i comandamenti? Sì, Egli chiaramente li osservava e la Chiesa è d'accordo su questo.

Ecco cosa dice la Commissione per i Rapporti Religiosi con l'Ebraismo in un documento redatto nel 1985, “Sussidi per una corretta presentazione degli Ebrei e dell'Ebraismo, nella predicazione e nella catechesi della Chesa Cattolica’’:

  1. “Gesù è ebreo e lo è per sempre, il suo ministero si è volontariamente limitato alle "pecore perdute della casa di Israele" (Mt 15:24 )…” (SEE III.1)
  2. “Non vi è alcun dubbio che Egli voglia sottomettersi alla Legge (cf. Gal 4:4), che sia stato circonciso e presentato al Tempio, come qualunque altro ebreo del suo tempo (cf. Lc 2:21. 22-24), che sia stato formato all'osservanza della legge. Egli ha raccomandato il rispetto per la legge (cf. Mt 5:17 -20) e l'obbedienza a essa (cf. Mt 8:4). Il ritmo della sua vita è scandito, fin dall'infanzia, dai pellegrinaggi in occasioni delle grandi feste (cf. Lc 2:41 -50; Gv 2:13 ; 7:10 ecc.). L'importanza del ciclo delle feste ebraiche è stato frequentemente sottolineato nel Vangelo di Giovanni (cf. 2:13 ; 5:1: 7:2.10.37; 10:22 ; 12:1; 18:28 ; 19:42 ; ecc.).” (SEE III.1)

La Commissione dice di Gesù che “ha raccomandato all'obbedienza della Legge”.  Ciò potrebbe sembrare che egli non vi insistesse molto. Ma questa interpretazione è un malinteso. La stessa parola è usata nel Catechismo della Chiesa Cattolica per riferirsi alla fede e alla conversione, e Gesù certamente insistì su di esse.  

...Infatti Cristo ha invitato alla fede e alla conversione, ma a ciò non ha affatto costretto. Ha reso testimonianza alla verità, ma non ha voluto imporla con la forza a coloro che la respingevano... (CCC 160)

Così, il Catechismo usa la parola “ha invitato”, ma Gesù era molto diretto a questo riguardo: egli chiamava realmente all'osservanza della Legge.

Con questo documento del Magistero in mente, riguardiamo Matteo 5 e Matteo 23, e vediamo quanto Gesù fosse serio sull'osservanza della Legge (naturalmente si stava rivolgendo agli ebrei, e ai suoi discepoli. I gentili, i cristiani o altri non sono certamente obbligati ad osservare la Legge della Torah. Quello che Dio vuole dai Gentili lo ha insegnato tramite la Chiesa. )

Matteo 5

[17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento.
[18] In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno, senza che tutto sia compiuto.
[19] Chi dunque trasgredirà uno solo di questo precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
[20] Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Matteo 23

[1] Allora Gesù si rivolse alla folla e a i suoi discepoli dicendo:
[2] "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei.
[3] Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo…"

E, naturalmente, dopo aver detto questo, Gesù cominciò a criticare severamente i farisei. Ma la consapevolezza dei loro errori non gli impedì di istruire i suoi discepoli a “fare e osservare quanto vi dicono”.

Così Gesù osservava i comandamenti e istruiva i suoi discepoli ad osservarli.

Ma loro osservavano i comandamentni?

Sí, abbiamo ragione di credere che li ossevavano. In Atti 21, è scritto: “Ed essi [Giacomo e gli anziani] dissero a Paolo: ‘Tu vedi, o fratello, quante migliaia di Giudei sono venuti alla fede e tutti sono gelosamente attaccati alla legge…’” (Atti 21:20)

Veniamo a sapere da questo passaggio non solo che essi osservavano la Legge, ma che non vi è mai stata una tradizione di Gesù secondo la quale egli abbia annullato la Legge. Questi cristiani ebrei osservavano lo Shabbat, praticavano il lavaggio rituale delle mani prima di mangiare il pane, e mangiavano solo carne kosher. Pietro dice esplicitamente di mangiare solamente carne kosher.

Atti 11

[7] E sentii una voce che mi diceva: Pietro, alzati, uccidi e mangia!
[8] Risposi: Non sia mai, Signore, poiché nulla di profano e di immondo è entrato mai nella mia bocca.

(Gesù gli stava ordinando di mangiare carne non kosher? Ci rivolgeremo a questa questione in un secondo saggio che tratterà le ragioni contro l'osservanza dei comandamenti.)

Infatti, la dottrina dei giudaizzanti, secondo la quale Gesù richiese non solo dagli ebrei ma anche dai cristiani gentili di osservare la Legge—non ha assolutamente senso se Gesù davvero avesse annullato la sua l'osservanza. E notiamo che durante la sua opposizione ai giudaizzanti, Paolo non cita mai nessuna dottrina di Gesù per provare a mettere in discussione questa posizione.

Persino quando il Concilio di Gerusalemme annullò l'osservanza della Legge per i gentili, esso ritenne alcune proibizioni, e, ciò che è più notevole, questo fatto rende chiaro che la decisione fu una concessione ad una debolezza, una decisione pastorale piuttosto che dottrinale:

Atti 15

[19] Per questo io ritengo che non si debba importunare quelli che si convertono a Dio tra i pagani,
[20] ma solo si ordini loro di astenersi dalle sozzure degli idoli, dalla impudicizia, dagli animali soffocati e dal sangue.
[28] Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi, di non imporvi nessun altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie:
[29] astenervi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocai e dalla impudicizia. Farete quindi cosa buona a guardarvi da queste cose."

La decisione del Consiglio di Gerusalemme si applicava solo ai gentili. Si supponeva che i cristiani ebrei avrebbero continuato ad osservare la Legge.

Così vediamo che Gesù osservava la Legge, richiedeva ai suoi discepoli di osservare la Legge, e che in realtà essi osservavano la Legge e vi era persino un movimento molto forte che richiedeva a tutti i cristiani di osservare la Legge.

La fede cristiana dei credenti ebrei nella Chiesa di Gerusalemme perfezionava la loro vita religiosa ebraica. Essi non si sentivano in conflitto tra l'osservanza ebraica e la fede cristana, in quanto Gesù stesso aveva imposto loro di osservare i comandamenti e di obbedire agli insegnamenti dei rabbini. Infatti gli insegnamenti di Gesù arricchiscono la loro esperienza nell'osservare la Legge.

Il Libro degli Atti ci dà un'altra testimonianza ebraica della perfetta armonia della fede ebraica e cristiana nella Chiesa primitiva. Quando Pietro e gli Apostoli furono portati davanti al Sommo Sacerdote e al suo collegio, il rabbino Gamaliele parlò in loro favore (Atti 5:34-39). Il rabbino Gamaliele era il rabbino più grande della sua generazione. Egli viene citato molte volte nel Talmud, e molti dei più grandi saggi del Talmud erano stati suoi allievi. Come si può ricordare, Paolo stesso si vantò di essere stato suo discepolo (Atti 22:3) (sebbene, riguardo ai cristiani, egli certamente non aveva seguito l'esempio di questo grande maesto, in quanto mentre il rabbino Gamaliele difendeva Pietro e gli apostoli, Paolo perseguitava la comunità ebraico-cristiana). Il rabbino Gamaliele fa un affermazione incredibilmente positiva su Pietro e gli apostoli davanti a uomini potenti che odiavano i discepoli di Gesù. Egli disse loro che il movimento religioso che essi rappresentavano sarebbe potuto ben venire da Dio. Ed egli li consigliò di lasciarli andare, per non poi “trovarsi a combattere contro Dio”.  Il rabbino Gamaliele non avrebbe detto questo a meno che sapesse che cosa sostenessero e che lo vedesse in modo favorevole—così favorevole da credere che potesse venire da Dio. Se ci fosse stato qualcosa nell'insegnamento di Gesù o degli apostoli che suggeriva l'annullamento della Legge, egli non avrebbe detto questo su di loro. Probabilmente non li avrebbe difesi affatto.

Atti 5

[30] Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù che voi avevate ucciso appendendolo alla croce.
[31] Dio lo ha innalzato con la sua destra facendolo capo e salvatore, per dare a Israele la grazia della conversione e il pedono dei peccati.
[32] E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che si sottomettono a lui."
[33] All'udire queste cose essi si irritarono e volevano metterli a morte.
[34] Si alzò allora nel sinedrio un farieo, di nome Gemeliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati,
[35] disse: "Uomini di Israele, badate bene a  ciò che state per fare contro questi uomini.
[36] Qualche tempo fa venne Teuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini, Ma fu ucciso, e quanti s'erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla.
[37] Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch'egli perì e quanti s'eran lasciati persuadere da lui furono dispersi.
[38] Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa dottrina o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; 
[39] ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!"

Abbiamo visto che la fede alla quale Gesù chiamò il Popolo Ebraico era, in effetti, un perfezionamento della fede ebraica. La sua chiamata non era di riunciare ai comandamenti ma di osservarli con una maggiore devozione e interiorità. Gesù richiese ai suoi discepoli di essere più giusti dei farisei. Quello che intendeva dire era che, come i farisei, essi dovevano osservare la Legge, la Legge come la insegnavano i farisei, e poi andare oltre a ciò che essi stessi richiedevano, oltre la giustizia dei farisei per osservare la Legge come espressione di una devozione interiore a Dio. Ciò che Gesù gli insegnò era il modo in cui gli ebrei potevano accedere al Regno di Dio.

Ma tutto questo è storia. Può un ebreo cattolico praticare la Legge, credendo di esservi obbligato da Dio e quindi da Gesù stesso, senza fuoriuscire dalla cornice della fede e delle pratiche cattoliche?

Il Santo Padre, quando ancora era cardinale, ci fornì un approccio alla Legge che suggerisce una risposta enfaticamente affermativa a quella domanda. Gesù, scrive il cardinale Ratzinger, ha universalizzato la Legge. Nel suo recente libro, egli è ancora più esplicito: il cristianesimo è l'universalizzazione del giudaismo. Che cos'è allora la Legge? È il modo particolare in cui gli ebrei compiono la Legge di Cristo—la Legge come Gesù l'ha insegnata. È la legge di Cristo come fu diretta e indirizzata al Popolo Ebraico.

Egli [Gesù] viveva la sua vita religiosa nell'ambito della cornice della fede e tradizione del Popolo di Israele di Dio. Il suo costante dialogo con il Dio dei Patriarchi, con il suo Padre, era anche una conversazione con Mosè ed Elia (cf. Mc 9:4). In questo dialogo, egli andò oltre la lettera dell'Antico Testamento e mise a nudo il suo spirito al fine di rivelare il Padre “nello Spirito”. Facendo ciò, comunque, egli non distrusse la lettera dell'Antico Testamento e la comune tradizione religiosa di Israele, ma per la prima volta mostrò la sua reale profondità, la “portò a compimento”. Quindi anche questo dialogo non distruggeva l'idea del “Popolo di Dio”: lo rinnovava. Tirare giù il muro della lettera risultava nel dare accesso alle nazioni allo Spirito di rivelazione e quindi a Dio Padre, il Dio di Gesù Cristo. Questa universalizzazione della tradizione è la sua ratificazione ultima, non il suo annullamento o sostituzione.  (Cardinale Joseph Ratzinger, Behold the Pierced One, Ignatius Press, 1986, p. 29)

Questo concetto della Legge, insegnato dal Santo Padre, viene anche suggerito nel Catechismo:

La Legge evangelica dà compimento ai comandamenti della Legge. Il discorso del Signore sulla montagna, lungi dall'abolire o dal togliere valore alle prescrizioni morali della Legge antica, ne svela le virtualità nascoste e ne fa scaturire nuove esigenze: ne mette in luce tutta la verità divina e umana. Esso non aggiunge nuovi precetti esteriori, ma arriva a riformare la radice delle azioni, il cuore, là dove l'uomo sceglie fra il puro e l'impuro, dove si sviluppano la fede, la speranza e la carità e, con queste, le altre virtù. Così il Vangelo porta la legge alla sua pienezza mediante l'imitazione della perfezione del Padre celeste, il perdono dei nemici e la preghiera per i persecutori, sull'esempio della magnanimità divina. (CCC 1968)

Immaginate come sarebbe stato ispirato dai suoi insegnamenti un ebreo osservante ai tempi di Gesù, che lo introducevano in una esperienza totalmente nuova dei comandamenti e aggiungevano una nuova dimensione alla sua vita ebraica religiosa. Perché, allora, la Chiesa presto rinunciò all'osservanza della Legge? Perchè la Chiesa dovette dissociarsi dal modo particolare in cui Dio aveva rivelato la Legge agli ebrei al fine di diventare una religione universale, una Chiesa cattolica. Una volta che la Chiesa ostacolò la pratica della Legge, il cristianesimo cambiò dall'essere un movimento religioso che rivitalizzava le pratiche ebraiche, in un movimento che, di fronte al giudaismo, poteva solamente essere visto come eretico, in quanto una riverente devozione alla Legge è il fondamento del giudaismo tradizionale.

In tempi moderni, molti ebrei non osservano più i comandamenti, secondo ragioni che provengono soprattutto dai movimenti riformisti e conservatori. Qualsiasi esse siano, non sono le stesse ragioni sostenute dalla dottrina tradizionale della Chiesa, secondo le quali l'ebreo battezzato non è più soggetto alla Legge ebraica. Per la Chiesa, la questione si impernia sulla relazione tra l'Antica Alleanza e la Nuova, la Legge di Mosè e la Legge di Cristo. È importante tenere questo a mente. La questione dell'osservanza della Torah, che separa gli ebrei ortodossi dai non ortodossi, è un discorso totalmente differente. Lo scopo di questo articolo è di dimostrare che sulla base dei suoi documenti fondamentali, la Chiesa ha buona ragione per insegnare che la Nuova Alleanza non ha annullato la Legge.